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Gli interventi al convegno "Quali sono gli ostacoli per una pace giusta in Medio Oriente? Dieci domande sul sionismo"


By admin - Posted on 09 febbraio 2010

Il 28 e 29 Novembre abbiamo partecipato al convegno promosso dal Forum Palestina "Quali sono gli ostacoli per una pace giusta in Medio Oriente? Dieci domande sul sionismo". Di seguito riportiamo l'intervento del Cau e degli altri partecipanti al convegno.

fonte: www.alkemia.org

ASCOLTA L'INTERVENTO DEL COLLETTIVO AUTORGANIZZATO UNIVERSITARIO  

 

Mila Pernice - Forum Palestina

 

Miriam Marino - Rete “Ebrei contro l'occupazione”

 

Stefania Limiti - scrittrice e giornalista

 

Jeff Halper - Direttore di Icahd (Israele)

 

Cinzia Nachira - scrittrice e giornalista

 

Vera Pegna - Fondazione Internazionale Lelio Bass

 

Wasim Dahmash - docente Università di Cagliari

 

Michele Giorgio - giornalista

 

Diana Carminati - Ism Italia

 

Silvano Falessi - Rete Boicotta Israele (Milano)

 

Le Dieci domande sul sionismo:

1) Il sionismo nasce nell’Europa dell’espansione colonialista del secondo Ottocento. Quanto si sono influenzati e integrati reciprocamente il progetto sionista e quello colonialista europeo?

2) Il sionismo era l’unica opzione politica disponibile per i cittadini di origine ebraica in Europa? Oppure la lotta contro la discriminazione, le persecuzioni e i pregiudizi antiebraici aveva altri sbocchi politici ma di segno anticolonialista?

3) Quali sono state le conseguenze in Palestina del “sionismo reale” cioè di un progetto ideologico che “si è fatto Stato” con la nascita di Israele?

4) Come mai il sionismo riesce a funzionare ancora oggi da attrazione per le èlite dei paesi europei e degli Stati Uniti? Quanto ha influito sulla rinascita di un progetto e una cultura neocolonialista verso i paesi in via di sviluppo in questi anni?

5) Qual è l’influenza del sionismo reale nel dibattito, nella cultura politica e nelle scelte strategiche dei paesi dell’Europa, dell’Africa, dell’America Latina e degli Stati Uniti?

6) E’ storicamente, politicamente e scientificamente accettabile l’equiparazione tra antisionismo e antiebraismo che viene ripetutamente riaffermata dalle massime autorità istituzionali italiane?

7) Il governo italiano è “il migliore alleato di Israele in Europa”. L’esperienza del partito Kadima ha molti ammiratori nei partiti italiani. Tsahal ha molti sostenitori politici ed economici. La cultura sionista ha molti estimatori tra artisti e scrittori del nostro paese. Esiste il rischio di una sua egemonia nella vita politica e culturale italiana?

8) Il revisionismo storico, praticato a piene mani anche nel nostro paese, non è l’altra faccia del negazionismo messo all’indice dalla comunità intellettuale? Può esistere un unico monopolio dell’orrore e della memoria?

9)Il boicottaggio accademico verso Israele invocato da docenti universitari e sindacati di altri paesi europei, può essere ritenuto e praticato come una normale forma di pressione internazionale sulla politica di uno Stato?
 
10)Il progetto di uno Stato Unico per ebrei e palestinesi è da ritenersi una minaccia o una soluzione possibile per la pace in Medio Oriente?

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