Brevi-ario latinoamericano 6 – Fidel per la pace, torturatori in sciopero della fame in Argentina
In questo numero: diga gigante in Brasile; Fidel Castro torna in pubblico; i torturatori argentini Von Wernich ed Etchecolatz vogliono fare i prigionieri politici; violenza contro le donne in Cile; Medellin violenta; aumenta la repressione in Honduras; incendi dolosi in Amazzonia e ainda mais.
TORNA A PARLARE FIDEL – Dopo quattro anni Fidel Castro (foto) è tornato a parlare davanti ad una moltitudine di cubani. La più grande preoccupazione dell’ex presidente cubano è scongiurare una guerra nucleare in Iran.
IL DEVOTO DELLA SANTA MORTE – Sarebbe un culto diffuso nel nord dell’Argentina frutto di un sincretismo tra il cattolicesimo e religioni indigene. Marcelito Antelo, un assassino seriale di 22 anni, è stato arrestato nel quartiere di Flores a Buenos Aires perché, devoto alla Santa Morte, avrebbe ucciso almeno sei persone. Gli adepti di tale culto crederebbero che, con un omicidio a settimana, in genere di persone marginali, possono assicurare alle proprie famiglie sicurezza e prosperità.
La logica della Sindrome da Alienazione Parentale di Gardner (SAP): Dalla sindrome «pura» alla «terapia della minaccia»
In ricordo di Roberto Topino

E' morto nel silenzio generale un eroe moderno, un uomo che ha combattuto per la salute di tutti, che ha denunciato senza sosta, in Rete e nei convegni, sversamenti di sostanze tossiche nei fiumi, rifiuti radioattivi, i danni degli inceneritori. Roberto Topino era un medico specialista in medicina del lavoro, è morto di cancro. Non era raro a Torino, la sua città, vederlo in bicicletta per filmare gli orrori ambientali che erano sotto gli occhi di tutti, soprattutto delle autorità che però non muovevano un dito. Roberto Topino era una persona per bene, come ormai se ne incontrano poche. Addio Roberto.
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Un nuovo Attila è alle porte: si chiama Pas, fermiamola!
Tradate, bonus bebè solo agli italiani: “per conservare la cultura europea”
Inizia con questo articolo una collaborazione importante con Redattore Sociale. Grazie al direttore Stefano Trasatti (gc).
La memoria difensiva del comune varesino nell’appello contro la sentenza che ha dichiarato discriminatoria la sua misura, concessa solo ai minori con entrambi i genitori italiani.
“E’ solo un incentivo contrastare calo demografico e invecchiamento”.
Le feste di partito
(5:33)

E settembre, il mese dei ripensamenti sul tempo e sulletà. Il mese in cui, implacabili, ritornano, insieme alla vendemmia, le feste di partito. Non cè grande città, cittadina, paese che non ne abbia una. La festa di partito ha i suoi cerimoniali, le sue liturgie, un rito sacro celebrato con i soldi pubblici. La prima sono gli ospiti, di solito degli altri partiti. La seconda sono i dibattiti politici con gli ospiti degli altri partiti. La terza sono i giornalisti che riportano sui media i dibattiti politici del segretario del partito ospite, o di un suo delegato, con deputati e senatori degli altri partiti.
Berlinguer, chi era costui?

Signornò, da L'Espresso in edicola
Come se non ci fosse abbastanza confusione sotto i cieli della politica, giunge a proposito la polemica di mezza estate intorno a Enrico Berlinguer. L’ha innescata quel diavolo di Tremonti, elogiando i suoi “scritti del 1977 sull’austerity”. Tarantolata come il vampiro dinanzi all’aglio, la sempre equilibrata sottosegretaria Stefania Craxi ha versato litri di bile sul ministro dell’Economia del suo governo in una lettera al Corriere della sera: “Berlinguer non credeva una parola (sic, ndr) di quello che scriveva”, il suo “Pci ha sempre rappresentato il partito della spesa”, poi fu “messo ko da Craxi” e allora “inventò l’austerità e il moralismo per nascondere l’isolamento in cui la sua fobia verso i socialisti aveva condotto il Pci”.
L’Aquila, Italia
Tragedia in quattro atti
Atto quarto
L’Aquila e Italia, sorti parallele,
entrambe hanno subito un grave sisma,
a L’Aquila fu fisico e crudele,
per l’Italia un morale cataclisma.
Entrambi sono stati preannunciati,
ma sottovalutati dal poter,
Giuliani profetò morti e sfollati,
tangentopoli Enrico Berlinguer.
Disgrazia volle che in entrambi i casi
si dispose lo stesso personaggio
a utilizzar fandonie e Bertolasi
per ben ripristinar menti e paesaggio.
A L’Aquila sappiamo com’è andata:
vagano gli Aquilani fra la costa,
le macerie, una casa molleggiata
e una ripresa a forma di supposta.
Ma alla Nazione è andata peggio assai,
poiché quell’uomo un giorno sceso in campo
con l’impegno di cancellare i guai
era un millantatore che in un lampo
decise di pensare ai suoi interessi,
con bande d’Attila e di Gengis Khan
impegnati a evitare i suoi processi
e a tenergli le carceri lontan.
Giustizia, verità, ricerca, scuole,
lavoro, informazione e libertà
son, come agli Aquilani le carriole,
sequestrati dal vil quaraquaquà.
La rinascita è sempre più lontana,
vediamo intorno sol tante macerie
e nugoli di figli di puttana
che si spacciano per persone serie.
Carlo Cornaglia
Il Misfatto, 29 agosto 2010
I panni sporchi li portiamo in piazza e li facciamo sventolare
Magari, cercare Sarah con più convinzione
La festa al senatore del Pd
Così, a occhio, pare che la base del Pd tra Franco Marini e Di Pietro non è che stia esattamente con l’esponente e senatore del suo partito.
(poi, sia chiaro, la politica non si fa con l’applausometro; ma la differenza di gradimento tra i due è impressionante).
E meno male che c’è Di Canio

Da alcuni anni i giornali e i politici di destra ci spezzettano i maroni sulla famosa “egemonia culturale della sinistra”.
In effetti, a leggere la crème delle adesioni all’appello del Giornale per le dimissioni di Fini, pare che ne abbiano ben donde.
Brevi-ario latinoamericano 5 – Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU uccidono
In questo numero: Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU assassinano sedicenne, ancora giornalisti ammazzati in Messico e Honduras e un nuovo massacro vicino Monterrey. Intanto in Argentina record di auto vendute e la Burger King diventa brasiliana. Sostituiranno l’hamburger con il baurù?
TRUPPE DI PACE AD HAITI – Gérald Jean Gilles era un ragazzo di 16 anni. Il suo corpo è stato trovato impiccato, con evidenti segni di tortura, all’interno della base militare della MINUSTAH, la missione di pace delle Nazioni Uniti, dove lavorava. I maggiori sospetti si appuntano su due soldati nepalesi ma la famiglia di Gérald denuncia manovre dei vertici della Missione per impedire che sia fatta giustizia.
Squadre armate
Secondo Giampaolo Pansa in Italia «esistono squadre armate pronte a sparare», eccitate dalle parole dello «squadrista Di Pietro».
Lo scrive su “Libero”, quotidiano noto per i suoi toni ragionevoli, pacati e non violenti.
«Giovanotto, più cautela»
D’Alema reagisce alle critiche di Matteo Renzi senza alcuna risposta nel merito (l’ipotesi che nel Pd sia urgente un ricambio generazionale): ma con un lessico che prova, da solo, quanto nel Pd sia urgente un ricambio (anche) generazionale.
Ma i precari storici non hanno necessariamente ragione
L’inadeguatezza e il cinismo di Mariastella Gelmini, con la sua dichiarazione di guerra di ieri e il dramma reale dei precari storici espulsi dal sistema a 40-50 anni spesso dopo 15 o 20 anni di insegnamento, non può occultare alcuni problemi storici nella selezione del corpo docente della nostra scuola pubblica.
Va ricordato infatti che molti precari storici non hanno mai vinto un concorso (anche per la buona ragione che i concorsi non si fanno) e in parecchi casi non si sono neanche peritati di conseguire un’abilitazione, minimo livello indispensabile per pretendere di diventare di ruolo.
Lo strano caso di Paolo R.

Il 30 luglio scorso il viceministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani tornò a casa di ottimo umore perché da Palazzo Chigi gli avevano assicurato che ormai era fatta, la poltrona del dimissionario Scajola sarebbe passata a lui prima della pausa estiva.
Invece.
Che cosa abbia bloccato la promozione di Romani è in questi giorni oggetto di ipotesi di ogni tipo, e le più probabili si riferiscono ai complessi giochi di una maggioranza assai bisognosa di vitamine: forse il ministero poteva essere usato per fare entrare al governo l’Udc, forse si poteva darlo a un finiano (Baldassarri?) per ricucire con il presidente della Camera.
Certo è che dopo il triplete di dimissioni Scajola-Brancher-Cosentino, c’era bisogno di mettere lì una personalità inappuntabile, irreprensibile e al di sopra di ogni più lontana ipotesi di cricca o conflitti d’interessi.
Chissà se Romani, da Telelombardia all’assessorato all’Expo per il comune di Monza, corrispondeva esattamente a questo profilo.
3 settembre 2010 da Ines Tabusso
Il Sole 24 Ore
3 settembre 2010
Intervista a Padoa-Schioppa:
«La crescita? C'è un limite agli stimoli. Meglio l'Europa degli Usa»
di Fabrizio Forquet
Scendiamo in piazza: chi viene con noi?
Il Brasile contro le donne, cede alla lobby dei padri separati
I fuochi in Campania non finiscono mai

Gli incendi di rifiuti tossici in Campania non sono mai finiti. L'emergenza è stata rimossa solo grazie al silenzio dei media.
"Per piacere Grillo parla della situazione campana. Da voi almeno i rifiuti tossici li sversano solo, da noi diventano gas!! Questo significa negare il diritto di respirare, il diritto alla vita. Da noi l'incidenza di tumori è più alta del normale e nessuno se ne frega. I criminali sono criminali ma i veri responsabili sono istituzioni e forze dell'ordine che se ne sbattono altamente o sono collusi. I carabinieri pensano che se fanno i posti di blocco e mi controllano la patente si guadagnano lo stipendio. In Campania quotidianamente decine e decine di roghi tossici ci stanno uccidendo e togliendo la voglia di vivere. Notte e giorno senza sosta, senza pudore, l'aria è pesante. L'unica salvezza è la pioggia ma così le sostante nocive entrano più presto nei terreni. Siamo stati abbandonati nel silenzio più totale. Per approfondimenti digitare su google e su Facebook "la Terra dei fuochi" e vedete quotidianamente le nostre testimonianze per capire in che realtà viviamo. Aiutaci a diffondere il DISASTRO AMBIENTALE PIÙ GRAVE DELLA STORIA D'ITALIA." Mario Manzo
Brevi-ario latinoamericano 4 – il primo transessuale a Cuba, attentato alla stampa a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez
In questo numero: import-export tra Argentina e Brasile, trans a Cuba, record di libri su Chávez, falsi positivi in Colombia, attentato a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez, lo stato di Sao Paulo condannato per razzismo a scuola, l’uscita all’Avana del film sul primo trans a Cuba, golpe in arrivo nei Caraibi?
INTEGRAZIONE LATINOAMERICANA – L’import-export tra Argentina e Brasile ha segnato in agosto un nuovo record storico. L’export dall’Argentina è cresciuto del 35% in un anno mentre l’import, e a Buenos Aires comincia a preoccupare, cresce del 56% con un deficit di 436 milioni di dollari in un mese a favore di Brasilia.
Il livore di Mariastella Gelmini
Sempre più precari della scuola messi sul lastrico per colpa sua e di Giulio Tremonti sono in sciopero della fame, ma lei va a sciorinare il suo compitino che qualcuno le ha scritto.
Sembra una bambola a molla. Le dai la corda è comincia a blaterale i suoi slogan, il merito, la riforma epocale, dobbiamo razionalizzare.
Ad incontrarli, come sarebbe istituzionalmente suo dovere, non ci pensa per niente. Si sottrae. Si sottrae a problemi che ritiene non siano i suoi, ai loro mutui, al loro affitti, alle loro vite truffate.
Del resto cosa gliene viene ad occuparsi di questa lunga fila di terroni del tutto estranei a lei, al suo mondo, a chi l’ha mandata in parlamento e a chi l’ha fatta, chissà perché, ministro.
Del resto è facile per lei trarre tornaconto da questa storia. Basta qualche editorialista a gettone per colpirli, Corriere, Sole… per bastonarle, ridicolizzarle, demonizzarle quelle vite sospese in attesa di una cattedra.
Catania, primo ateneo a numero chiuso
Da quest’anno l’università di Catania può fregiarsi di un primato, quello di essere il primo "ateneo a numero chiuso". Al di là di primati e statistiche, però, quello che risulta un dato certo è che 3000, dei più di 12.000 studenti che vorrebbero iniziare il loro percorso accademico nella città etnea, saranno costretti a spostarsi altrove. Mentre in tutti gli atenei si svolgono i test d’ingresso alle facoltà a numero chiuso, la notizia era sfuggita a molti: un caso unico in Italia che sembra rappresentare un’ulteriore dimostrazione dello stato di crisi dell’università italiana.
Medicina, Architettura, Farmacia e Scienze della Formazione sono in tutta Italia a numero chiuso, mentre per quanto riguarda le altre facoltà, alcuni atenei hanno deciso di mettere uno sbarramento alle immatricolazioni anche ad altri corsi di laurea. Catania ha fatto, però, una scelta radicale visto che tutte le dodici facoltà dell’ateneo sono a numero chiuso. Pertanto anche gli studenti che vorranno iscriversi alle facoltà di Agraria, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze politiche e Lingue e Letterature straniere, che fino allo scorso anno erano aperte a tutti, in questi giorni sono costretti a fare i test d’ingresso.



