Sindaci croupier
JP Morgan, Depfa, Deutsche Bank e UBS sono sotto processo per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano. Il Comune sottoscrisse nel 2005 uno swap trentennale con un'operazione in derivati su bond da 1,68 miliardi di euro con un danno di 101 milioni di euro. In sostanza il Comune ha giocato a poker con le tasse dei cittadini, forse le carte erano truccate, questo lo decideranno i giudici. Invece i cittadini possono e devono chiedere conto all'amministrazione milanese, e a quelle di altre città, di operazioni a rischio effettuate con i soldi delle loro tasse. Chi ha autorizzato i Comuni a investire in derivati? I derivati sono un terno al lotto, uno dei prodotti finanziari più rischiosi, in parte all'origine della crisi economica del 2008. Con il meccanismo dello swap incassi subito denaro contante e ne paghi in seguito le possibili conseguenze. Un sindaco può quindi indebitare il Comune su una scommessa che pagherà il sindaco successivo, quando lui sarà altrove. Un Comune non deve poter sottoscrivere contratti derivati.Latte crudo di primavera
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"Stai attento a parlare..."

Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2010
Adesso a Roma, nelle fila del centrodestra, è tutto un gridare alla fuga di notizie. È una caccia continua alle fonti che hanno permesso a Il Fatto Quotidiano di ricostruire parte dei contenuti dell’indagine di Trani sulle pressioni e le minacce del premier, Silvio Berlusconi, all’Agcom. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sguinzagliato i suoi ispettori. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Domenico Nania, parla di un “disegno politico”. L’avvocato-deputato Niccolò Ghedini denuncia la “violazione del segreto istruttorio”. Il presidente del Senato, l’avvocato Renato Schifani, chiede che venga approvata in fretta la legge mordacchia sugli ascolti telefonici “per porre i cittadini al riparo da pubblicazioni che riguardano la loro vita privata e fatti non penalmente rilevanti”, dimenticando che ben poco (anzi niente) di ciò che è finora è finito sulle pagine dei giornali riguarda la privacy del cittadino presidente del Consiglio.
Il nodo di Gordio

Il cittadino è escluso da qualunque scelta. La democrazia non è mettere una croce sul simbolo di una coalizione ogni cinque anni. La democrazia è partecipazione. In teoria, esiste anche in Italia. Il referendum è una forma di partecipazione, lo sono le leggi di iniziativa popolare. Entrambi, però, solo a livello nominale. Le firme finiscono nei sotterranei del Senato e lì rimangono per sempre. I referendum sono boicottati o ne viene persino ignorato l'esito, come nel caso del nucleare. La Costituzione sovietica era, sulla carta, la migliore del mondo. La sua applicazione dipendeva però dalla volontà di Stalin e della gerontocrazia che lo seguì. Il potere al popolo e il popolo nei gulag. L'Italia è un gulag moderno, con abitanti senza voce, senza diritti.
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La "buona" madre
"Lo vogliamo dire?" tuona Monica Setta a gambe accavalate nella sua sediola appuntita. Ma si, certo, che lo diciamo. La trasmissione presa in esame è stavolta "Il fatto del giorno", altro angolo inutile a spese di chi paga il canone del pomeriggio raidue.
Sotto processo, come sempre, anche qui, le madri. "Di chi è la colpa?" chiedono ad alta voce. E rispetto alla "caduta di valori" e all'assenza dei genitori nelle vite degli adolescenti un commentatore in studio, di cui non abbiamo ben capito il nome, ha detto che anzi Speranza le teneva (le adolescenti) in questa sua specie di asilo per l'infanzia in stile new age.
Fuori Blocco Studentesco e Casa Pound dalle università! Solidarietà ai compagni di Tor Vergata
Ieri era prevista alla facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata (Roma) un’iniziativa sui "Popoli Identitari", patrocinata e finanziata dall’Ateneo, convocata dalla ONLUS “Comunità solidarista Popoli”, un’associazione farlocca della galassia Casa Pound.
Gli studenti antifascisti hanno fatto quel che andava fatto: chiedere ragione al Rettore di quella presenza all’interno dell’Università e una volta incassati i “non ne sono a conoscenza…” e i “verificherò…” ormai di rito, andare tra gli studenti per volantinare e smascherare la vera natura di quell’iniziativa fascista.
Giunti fuori l’aula concessa dall’Università, sono cominciate le provocazioni. I neofascisti di Blocco Studentesco, emanazione giovanile di Casa Pound, solo per poco hanno dato fondo al loro scarno vocabolario, passando prontamente a pratiche più consolidate: aggressioni in vantaggio numerico con armi, ovviamente messe in atto da camerati più che “studenti fuori corso” in quanto ad età.
Non bisogna mai voler "essere all'altezza" dell'orrore
Ve lo ricordate che vi parlai (noi sicilian* parliamo sempre al passato remoto) delle pietruzze?
La storia a quanto pare si è ingarbugliata ancora un po'. Torno dall'edicolante che mi guarda sbigottita. "Ma che fai, parli da sola?". Sto sfogliando un giornale nazionale e leggo a proposito degli squadristi al pigneto, della condanna alla violenza da parte di alemanno e poi c'è lui, la moglie e il figlio, una famiglia che pare quella del duce affacciata al balcone, su una foto in cui fanno ciao con la manina al popolo.
"Chissà quanta gente ci sarà lassotto, che magari si immaginano le folle e invece ci sono solo passanti". L'edicolante diventa arcigna. Tra un po' grugnisce.
La dignità perduta del signor I.

Qui oggi si spezza una lancia per Giancarlo Innocenzi, perché per un infelice così non si può che avere una profonda compassione umana.
Con Berlusconi che lo riempie di insulti – e «ti ho messo lì io», e «che cazzo ci stai a fare», e «non hai combinato niente» – e lui poveretto che risponde balbettando e poi si sfoga con Masi e Letta, «non so più a che cosa aggrapparmi», «mi ha fatto un culo che non finiva più», «e meno male che siamo riusciti a far fuori almeno Ruffini».
La vita dello schiavo, anche a mezzo milione di euro all’anno, è una gran vita di merda.
Innocenzi – esibito nella sua codardia su tutti i giornali di oggi, incluso quello del suo boss – adesso avrebbe tuttavia una straordinaria occasione di riscatto esistenziale: raccontare tutto, davvero tutto, dei suoi anni al servizio di un padrone iroso e incontentabile.
Certo: perderebbe stipendio, prebende e auto blu. Ma ritroverebbe la dignità: quella che non si può comprare nemmeno con Mastercard.
Il bue che dice cornuto all'asino
"Così come noi non ammettiamo nelle nostre organizzazioni ed espelliamo chi è colluso con la mafia, anche la politica deve farlo, impedendo loro di ricoprire incarichi pubblici". Emma Marcegaglia, Il cerchio si è chiuso, la crisi non c'è.
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E anche Scandroglio è un perseguitato
La saga dell’onorevole Scandroglio oggi si arricchisce una nuova puntata: il deputato pidiellino sostiene che quella sciocchezza sulla sua pagina Facebook non l’ha scritta lui. C’è qualcuno (un comunista? un giudice? un hacker radicale?) che è entrato furtivamente nel suo profilo per fargli fare una figura di palta:
«Scopro solo oggi, in seguito a telefonate di amici, di una “mia” apparente esilarante dichiarazione pubblicata in bacheca l’11 marzo alle ore 14:46.
Tengo a precisare che certamente non è stata opera mia. (…) Quando accedo a FB lo faccio spesso da computer che si trovano in luoghi più disparati: alla camera, in alberghi, all’aeroporto e in vari uffici. L’errore che ahimè commetto è di non fare il logout dal mio profilo quando esco, cliccando semplicemente sulla X pensando di fare cosa giusta, ma oggi mi accorgo del contrario. In questo modo qualcuno ha potuto accedere direttamente e farmi questo bello scherzetto».
(Grazie sempre a Elena Zannoni)
Colpa dei giudici, che non mangiano panini
Dunque: sul sito del Pdl Berlusconi ha lanciato l’appello per la manifestazione di sabato a Roma, sobriamente intitolata “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.
Il testo è aperto da una citazione alta («quando ci vuole, ci vuole») e tra i più gustosi deliri segnalo la tesi secondo cui il Piano Casa non è stato fatto per colpa della sinistra (fortissima ’sta sinistra, e io che credevo che fosse in minoranza) oltre alla promessa di fare dell’Italia «il giardino d’Europa» (non si capisce bene come si concilia questo con il piano casa, ma pazienza).
Però il momento più bello è quando il Cavaliere nel video fuoriesce dal testo scritto e assicura che nel caso Lazio «la colpa è di coloro che dovevano ricevere la documentazione» mentre i rappresentanti del Pdl erano «in perfetto orario e con tutte le documentazioni in regola».
Li avrà acquistati, naturalmente
Vedo che l’ottima Gabriella Carlucci, che si batte da anni per il più rigido copyright e contro ogni condivisione in Rete, ultimamente ha riempito il suo sito di filmati tratti da Sky, dalla Rai e da Canale 5- e senza rimandare ai siti di provenienza, né citarli.
Vogliono espellere Joy entro un paio di giorni!
Ieri Joy è stata trasferita dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria. Sappiamo bene cosa significa questo: che entro un paio di giorni la vogliono espellere.
Pare che proprio ieri a Ponte Galeria sia entrato qualcuno dell'ambasciata nigeriana per fare i riconoscimenti di una decina di nigeriane - tra cui anche Hellen, testimone del tentato stupro - azione che prelude sempre all'espulsione a brevissimo termine.
Dunque le voci che giravano riguardo alle pressioni della questura di Milano perché Joy venisse espulsa - nonostante avesse intrapreso un percorso per ottenere l'articolo 18 come vittima di tratta - sono confermate.
I nani del nucleare
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Ride il telefono

da Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2010
C’è un solo genere letterario più avvincente delle intercettazioni: i commenti alle intercettazioni sui giornali berlusconiani e “riformisti” (cioè berlusconiani non appartenenti a Berlusconi). La linea di quelli berlusconiani doc è nota: dipende da chi è l’intercettato. Se è Berlusconi, le intercettazioni non si devono pubblicare, anzi non si devono proprio fare. Se è qualcuno del centrosinistra, si devono fare e pubblicare anche se coperte da segreto. Infatti, ora che c’è di mezzo il padrone, il Geniale chiede addirittura di “intercettare i magistrati” per “scoprire e punire chi passa notizie ai giornali”.
Morire di violenza maschile e di codice verde
Ne muoiono tante di donne. Ne muoiono tante per mano del marito, dell'ex, del padre, del fratello, del fidanzato, dell'amante, del convivente.
Poi ci sono quelle che muoiono perche dopo che tuo marito ti ha ammazzata di botte e gli infermieri ti hanno trovata sotto una scarpata, come un sacco di immondizia qualsiasi, ti portano in ospedale in "codice verde", perchè essere massacrata dal marito è una cosa meno grave di un raffreddore. Allora muori dissanguata e capita anche che i connazionali della donna, che se fossero stati napoletani avrebbero buttato giù l'ospedale, invece dimostrano un livello di civiltà maggiore a tanti complici omertosi italiani dei maschi stupratori e assassini e denunciano l'uomo.
Ovvio che se in ospedale arrivi da rom, da rom ne esci, ovvero dentro una bara. Chissà se il codice verde è dovuto all'etnia, al pregiudizio di genere, o ad entrambe le cose. Trovate tutto scritto QUI.
Orrore: l’odio su Facebook – 2

Dopo l’emblematico caso dell’onorevole Scandroglio (vedi sotto), ecco un’altra lampante dimostrazione che su Facebook si scatenano gli istinti peggiori: il candidato dell’Udc in Campania Enzo Varchetta mostra sulla sua pagina tutto il suo odio verso la regoletta per cui non sarebbe consentito il voto di scambio.
(Grazie per la segnalazione a Claudio Pappaianni)
Il Cavaliere insistente
Berlusconi indagato. Yawn.
(Il premier: “Ditemi se sono indagato”. Deve aggiornare il curriculum)
Berlusconi sotto inchiesta a Trani. Con questa procura finisce l’album.
Alfano invia gli ispettori ma rassicura: “È solo ordinaria intimidazione”.
Alfano: “Un abuso le intercettazioni a strascico”. Ma sono l’unico modo per prendere il pesce grosso.
Cicchitto: “Non si tratta di lotta al crimine, ma di uso delle intercettazioni contro Berlusconi”. C’è differenza?
Ghedini: “La tesi è contraria a ogni possibile ipotesi contenuta nel codice”. Si tratterebbe quindi di un errore di Matrix.
(Spiegata anche la sensazione di déjà vu ogni volta che Berlusconi è indagato)
Sotto inchiesta anche Minzolini. Per sequestro di notizie.
(Indagato anche Minzolini. Il solito cliché del maggiordomo)
Minzolini: “Ho provato personalmente la gogna mediatica”. Non può permettersi ulteriori fallimenti.
“Il mio telegiornale è equilibrato” aveva detto Minzolini nel suo telegiornale.
(”Penso di essere equilibrato”. Evidentemente punta all’infermità mentale)
Oggi Santoro sarà ascoltato dai magistrati. Come da regolamento Rai, non potrà parlare di politici.
Gasparri: “Annozero fa schifo”. Poi si compiace di aver usato una metafora.
Pasqua senza agnelli
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Trani a go go
Berlusconi è indagato dalla procura di Trani. E' reo confesso, infatti ha subito dichiarato: "Ci sono violazioni di legge". Il suo avvocato Mavalà Ghedini ha precisato:"Servono sanzioni per fuga notizie". E chi ha permesso la fuga di notizie se non lo psiconano che si fa intercettare da una vita? E' lui che va sanzionato per coglioneria senile. Provenzano e i suoi pizzini non gli hanno insegnato niente. Berlusconi ha aggravato la sua posizione con un'altra dichiarazione: "E' un diritto del presidente del consiglio di parlare al telefono con CHIUNQUE senza essere intercettato". Chiunque chi? Per la par condicio anche un cittadino qualunque può parlare con chiunque? Da Saccà a Minchiolini, dalla P2 all'Agcom? Testa (fusa) d'asfalto non va indagato, ma internato.Orrore: ricompare l’odio su Facebook

In effetti, è vero: Facebook è un ricettacolo di odio, cattiverie e stupidità.
Nel caso della pagina dell’onorevole ligure Michele Scandroglio, che nel suo status si lamenta per la «pesante vita di parlamentare inadatta al suo fisico», si palesa infatti una bella dose di odio e disprezzo da parte di un privilegiato a diecimila e passa euro al mese verso chi lavora il triplo di lui guadagnando un decimo.

Qui sopra, l’onorevole Scandroglio in uno dei suoi momenti di fatica più intensa.
(Grazie per la raccapricciante segnalazione a Elena Zannoni).
E neanche una pausa pranzo

Il ministro Rotondi provvede a soffocare sul nascere ogni eventuale ritorno di speranza.


